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09/12/2015 | 19:41

Dinanzi al gip si tenuto l'incidente probatorio. La giovane avrebbe confermato gli abusi, nell'ambito dell'ascolto protetto alla presenza dell'assistente sociale, durato per circa quattro ore stata sentita anche la cugina di primo grado.


Ascoltata la minorenne su presunti abusi da parte del nonno


Arnesano. Avrebbe molestato la nipote tra il 2008  ed il 2010, ed oggi la presunta vittima è stata sentita in aula dal giudice.
 
Ella ha chiarito la dinamica delle "attenzioni particolari", riservatele a suo dire, dal nonno paterno nella sua abitazione di Arnesano.  Dinanzi al gip Cinzia Vergine, difatti, si è tenuto l'ascolto della ragazzina adesso 17ennee di sua cugina, alla presenza dell'assistente sociale, nell'ambito dell'incidente probatorio. 
 
La giovane, difesa dall'avvocato Mario Ciardo, avrebbe confermato gli abusi nell'ambito dell’ascolto protetto, durato per circa quattro ore. Subito dopo è stata la volta della cugina di primo grado della presunta vittima, la quale avrebbe raccolto nel tempo, le confessioni della ragazza.
 
Gli episodi di violenza sessuale si sarebbero verificati, secondo l'accusa, quasi quotidianamente in un ambiente famigliare che andava sfaldandosi gradualmente, anche a causa della separazione dei genitori.
 
Le toccatine nelle parti intime ed i palpeggiamenti, sarebbero avvenuti, in base a quanto raccontato oggi  dalla ragazzina, sia in casa del nonno, mentre tutti gli altri membri della famiglia dormivano (vi erano anche i due fratelli), che durante il tragitto per accompagnarla a scuola. La minore decise di denunciare i presunti abusi (la querela è stata formalmente presentata dalla madre) nonostante il padre non le credesse e avesse cercato di minimizzare i fatti.
 
La decisione definitiva fu comunque presa, dopo il  litigio della ragazzina con il fratello; esasperata da una situazione famigliare divenuta insostenibile, avrebbe deciso di " vuotare il sacco". Attualmente la presunta vittima vive con la madre, mentre il resto della famiglia ancora in casa del nonno paterno.
 

Adesso il pubblico ministero, all'esito della consulenza dell'assistente sociale che verrà depositata dopo l'incidente probatorio, deciderà se proseguire le indagini oppure archiviare il procedimento.




Autore: Angelo Centonze

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