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27/01/2016 | 12:20

Sarà un reduce dei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale a raccontare quell'orrore, saranno i giovani a volere ricordare i numeri della memoria, nella più grande catastrofe della storia.


Giorno della Memoria (ph. www.flcgil.it)


Arnesano. Ci sono tanti modi per ricordare, ma uno dei più interessanti sembra essere quello scelto dall’amministrazione comunale di Arnesano che ha organizzato una serata evento per ricordare la tragedia dei campi di sterminio e gli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 27 gennaio, giornata della memoria, sarà di scena l’incontro dal titolo inequivocabile “I numeri della memoria – internato 159534”, in riferimento alla storia della prigionia di Nicola Santoro, reduce dal campo di concentramento nazista di Treuenbrietzen dove fu internato dal 1943 al 1945. Santoro, oggi 92enne, sarà presente per raccontare la sua storia.
Nel Palazzo Marchesale di Arnesano l’anziano, originario di Cursi e co autore di un libro che racconta gli anni della prigionia nel lager, sarà intervistato da Marco Renna, rispondendo alle domande e alla curiosità del pubblico e dei cittadini arnesanesi.

Sarà il sindaco Emanuele Solazzo ad introdurre il dibattito, in rappresentanza della civica amministrazione che ha fortemente voluto e promosso l’iniziativa, per testimoniare il valore della memoria e il dovere istituzionale di informare i giovani e i ragazzi.

Al termine del dibattito si svolgerà la proiezione del film “La vita è bella” di Roberto Benigni.

I numeri della memoria sono terrificanti, non solo quelli relativi allo sterminio degli ebrei, avvenuto principalmente nei lager tedeschi a partire dal 1943, ma anche ai tanti massacri e alle indicibili violenze che hanno costellato gli anni della Guerra. La più grande tragedia delle storia dell’uomo con oltre 60 milioni di morti.

Numeri agghiaccianti come quelli relativi agli internati, ebrei, militari nemici, donne e giovani, tutti coloro che sono entrati a far parte del programma della cosiddetta ”soluzione finale” voluta da Hitler in persona.

Numeri progressivi come quello inciso sul braccio di ogni prigioniero internato, di quelli sopravvissuti e di quelli che non ce l’hanno fatta a tornare a casa.


Sullo sfondo rimane la miseria delle macerie che hanno sepolto l’Europa per tanti anni e che oggi il comune di Arnesano vuole rimuovere dagli angoli nascosti della nostra memoria per riportarli al centro della riflessione, come se tutto dovesse rimanere presente per fare in modo che lo stesso errore fatale non venga commesso un’altra volta.




Autore: A cura della Redazione

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